mercoledì 24 dicembre 2008


martedì 23 dicembre 2008

El Shaarawy, a 16 anni è già nella storia


Debutto in serie A per il gioiellino della Primavera rossoblù. È il più giovane nella storia del Grifone.


Minuto 37 della ripresa di Chievo-Genoa, sullo 0-0, Jankovic è a terra con i crampi, Gasperini fa chiamare uno dei ragazzi della panchina rossoblù, che sono a scaldarsi. Tra loro c'è anche il difensore Andrea Signorini, figlio di Gianluca, il Capitano. Ma serve un esterno d'attacco e va dentro il numero 31, piedi delicati e personalità. È Stephan El Shaarawy, savonese di origine egiziana nato il 27 ottobre 1992, il padre è arrivato in Liguria dal Cairo negli anni Ottanta. Prima palla, un recupero difensivo prepotente. Seconda palla, sterzata con il tacco e duetto con Thiago Motta, mica uno scherzo. Terza palla, allungo sulla fascia e avversari che rincorrono. Ecco quella caratteristica - dicono tutti gli osservatori - di andare più veloce con la palla che senza, la dote principe di Kakà. «Esatto, proprio alla Kakà - racconta Michele Sbravati, responsabile del settore giovanile del Grifone e scopritore del talento rossoblù - ma non volevo dirlo io. Non dimentichiamo che è solo un ragazzino, però è davvero molto forte, non sono tanti in giro con queste qualità». Ed El Shaarawy è, da ieri, nella storia del Genoa e del calcio italiano. Esordio in serie A a 16 anni, un mese e 24 giorni, il più giovane di sempre del Grifone, superando Roberto Simonetta che con Gigi Simoni, nel 1983, aveva debuttato a 16 anni e 9 mesi. Inoltre, Stephan va nella top ten del Pallone nostrano, guidata da Gianni Rivera, nato il 18 agosto '43 e titolare già il 2 giugno '59 in Alessandria-Inter 1-1. «Ha qualità, ma è all'inizio», dice Gasperini. Inizio da sogno. E lui: «Sì, è un sogno».


Anche un intenditore come Giancarlo Antognoni è rimasto impressionato dal talentino rossoblù. Rubinho ieri mattina gli aveva augurato «l'esordio e tutto il bene nella vita». Il protagonista da record si prende i complimenti di tutti i compagni: «Sono contento, è stata una grande soddisfazione. Aspettavo da tanto questo esordio».


Secolo XIX

lunedì 22 dicembre 2008

Il Grifone è stato buono, merita un regalo europeo...

Il Genoa espugna Verona e si regala il Natale più dolce possibile, col sesto posto in solitaria e la consapevolezza di avere un gruppo granitico, capace di far fronte ad ogni avversità. Contro il Chievo si è visto infatti un Genoa in piena emergenza, con diversi giocatori di primo piano in infermeria o fermi ai box per squalifica: basti citare, in ordine sparso, Palladino, Milito, Sculli, Milanetto, Gasbarroni, Ferrari…Sono venuti fuori, però, il coraggio e la personalità degli uomini di Gasperini, che hanno dovuto fare i conti con gli automatismi da trovare – il tridente di partenza Modesto-Olivera-Jankovic era una novità assoluta – e con la condizione non al top, ma hanno saputo tenere testa ad un Chievo tutto cuore e grinta, trovando poi il colpo grosso con il bistrattato Olivera, autore di un gol da punta di razza.

L’uruguayano potrà così passare un Natale sereno, dopo un autunno amaro: arrivato con grandi aspettative, si era imposto nelle prime uscite stagionali, per poi cadere nel limbo con l’avvento del Principe Milito. Complici anche alcuni guai fisici, “El Pollo” Olivera non ha più trovato molto spazio, fino alla partita del Bentegodi nella quale ha regalato ai suoi tre punti di fondamentale importanza per alimentare le ambizioni europee.

La partita di Verona ha segnato il riscatto anche per Bosko Jankovic, il fantasista serbo arrivato dal Palermo a fine agosto. L’ex rosanero ha avuto parecchi problemi di ambientamento, ritrovandosi ben presto ai margini della prima squadra, ma è stato bravo a rispondere “presente” contro i clivensi, offrendo una prova di personalità; visto l’infortunio di Palladino e i continui acciacchi di Gasbarroni, potrebbe candidarsi al ruolo di esterno di qualità del tridente titolare, assieme al versatile Sculli e al “cecchino” Milito. Da segnalare anche l’esordio in campionato del ventenne Brivio e del sedicenne El Shaarawy, fulgida promessa del vivaio genoano.

Passate le feste natalizie, il Genoa chiuderà il girone d’andata contro due pericolanti molto combattive come Torino e Lecce; se l’undici gasperiniano saprà chiudere nel modo giusto, potrà affrontare il girone di ritorno in posizione di vantaggio rispetto alle altre concorrenti per l’Europa, dando sostanza alle proprie ambizioni di tornare a calcare scenari continentali dopo quasi diciassette anni di assenza.

Marco Martini

17° Chievo-GENOA 0-1

venerdì 19 dicembre 2008

IL GRIFONE E' TRA LE SQUADRE PIU' GIOVANI

L’organico del Vecchio Balordo risulta tra quelli con l’età media più bassa. E’ infatti di 26 anni e 5 mesi la media anagrafica dei ragazzi di Gasperson, tra l’altro con una percentuale significativa di elementi nel giro delle rappresentative Under 21. Un disegno preciso della società che sta investendo, e non poco, nel settore giovanile e promuovendo inoltre la scuola calcio, sulla base di ambizioni rinnovate.
Nel lotto delle concorrenti in serie A, solo Udinese (25 anni e 2 mesi), Reggina (25 anni e 3 mesi), Cagliari (26 anni e 4 mesi) precedono la squadra rossoblù in questa classifica.

genoacfc

mercoledì 17 dicembre 2008

Milito non si allena ma giocherà

. Recuperano Juric e Olivera. Palladino starà fuori almeno quaranta giorni, solo un turno di squalifica per l’atalantino Rivalta

USA decisamente uno strano metro il giudice sportivo Giampaolo Tosel (era nel collegio della Commissione Disciplinare della Lega quando il Genoa venne retrocesso in serie C). Se è rigorosissimo a sanzionare con 10 giorni di inibizione ed un’ammenda ogni presenza di Enrico Preziosi negli spogliatoi, è stato incredibilmente magnanimo con Rivalta, il difensore dell’Atalanta autore domenica scorsa di un’entrata killer su Palladino. Un tackle folle a centrocampo, senza niente che potesse in qualche modo giustificarlo. Ebbene, Rivalta se l’è cavata con appena una giornata di squalifica (un turno di stop anche a Milanetto e a Sculli per somma di ammonizioni). Eppure quella entrata come dinamica è molto simile a quella con la quale Goichoichea spaccò la caviglia a Maradona.Unica differenza, il difensore basco venne squalificato per 15 mesi. Palladino dovrà stare fuori almeno 40 giorni, ha una bruttissima contusione alla caviglia, ma soprattutto il problema è al ginocchio che gli si è girato nel cadere per terra dopo l’entrata di Rivalta. Questo pomeriggio alle 18 Palladino si sottoporrà ad una risonanza magnetica che dovrebbe confermare la diagnosi fatta dai medici della società, ovvero distrazione del legamento collaterale.

Domenica a Verona sarà invece sicuramente in campo Diego Milito che ieri precauzionalmente non si è allenato. È un’infiammazione dei tendini che si inseriscono al osso del pube, insomma quella che volgarmente è chiamata pubalgia. Il Principe ha imparato a convivere con questo problema che era già comparso in Spagna e che in questa stagione, con l’umidità ed i campi pesanti, si fa più pressante. Tanto che con l’Atalanta il vero handicap che ne ha ridotto il rendimento non è legato alla pubalgia, ma ad un’infezione gastrointestinale che sabato gli aveva fatto passare una notte praticamente insonne e che ha avuto strascichi anche la domenica.E anche Juric, con la tempra da combattente che si ritrova, sarà in campo domenica. Disponibile per Verona pure Olivera, che ieri si è allenato regolarmente, mentre lo stiramento continua a tenere fermo ai box Mesto e anche Gasbarroni per il suo problema alla coscia prosegue con gli allenamenti differenziati. Quanto a Ferrari, è stata di Gasperini la scelta di farlo operare questa settimana di ernia addominale. Il tecnico genoano lo vuole, infatti, assolutamente in campo contro il Torino che ha attaccanti centrali forti fisicamente, così ha preferito farne a meno con il Chievo che in avanti ha il piccolo e scattante Pellisier, l’avversario ideale per Biava.

La Repubblica

martedì 16 dicembre 2008

Si chiude coi cerotti...

E’ un Genoa dimezzato, quello che saluterà domenica prossima un 2008 ricco di soddisfazioni: al momento Gasperini deve fare i conti con la defezione di una dozzina di giocatori, tra infortunati e squalificati; in questo senso molto è dipeso dalla dura battaglia contro l’Atalanta domenica scorsa, che ha fatto perdere in un sol colpo Palladino (duro intervento subito da Rivalta, infortunio al ginocchio da valutare), Sculli e Milanetto (entrambi in squalifica).

L’attacco è il reparto che patisce maggiormente la situazione d’emergenza: contro gli orobici è sceso in campo un Milito a mezzo servizio, che potrebbe dare forfeit contro il Chievo. L’argentino, che non si è ancora fermato un attimo, potrebbe lasciare il posto ad uno tra Jankovic ed Olivera, anche se l’uruguayano resta in dubbio per un infortunio che gli ha già fatto saltare il match di domenica scorsa. Come abbiamo visto mancheranno Palladino e Sculli, oltre a Gasbarroni sempre alle prese con guai muscolari: tutte queste defezioni costringeranno Gasperini a ridisegnare l’assetto tattico dei grifoni, e non è escluso un attacco a due con uno tra Olivera e Milito nel ruolo di prima punta e Jankovic di supporto. Probabilmente verrà riconvocato il sedicenne El Shaarawy, centravanti egiziano-savonese della Primavera, per fare numero in panchina.

In difesa mancherà l’esperienza di Ferrari, che si ricovererà per un intervento programmato da tempo, ma rientrerà Biava, l’altro elemento d’esperienza di una retroguardia altrimenti giovanissima; l’ex palermitano si candida al ruolo di “regista” della difesa, completata dai due ventenni Sokratis e Bocchetti. Probabile l’utilizzo di Criscito sulla fascia sinistra, anche se Modesto, appena rientrato da un brutto infortunio, dovrebbe tornare presto tra i titolari; sull’altra fascia possibile l’utilizzo di Potenza, qualora Gasperini volesse mantenere l’attacco a tre con relativo spostamento di Marco Rossi in posizione di ala destra.

Nonostante acciacchi e squalifiche, comunque, il Genoa può affrontare la trasferta di Verona con la serenità dovuta dall’ottima posizione in classifica: un sesto posto meritato, che premia gli sforzi della società sul mercato estivo e l’ottimo lavoro di Gasperini nel corso degli anni. Il 2008 è stata un’ottima annata per il clan genoano, e ci sono le premesse affinché il 2009 non sia da meno.

Marco Martini

lunedì 15 dicembre 2008

Verona

Prevendita Chievo - GENOA

Ferrari: un mese di stop


Non ci sono buone notizie per Gasperini che perderà Matteo Ferrari per circa un mese. Il difensore, infatti, sarà operato mercoledì prossimo di ernia addominale.

All'ex romanista si aggiunge a una lunga lista di indisponibili in vista della trasferta di Verona contro il Chievo. Oltre agli squalificati Milanetto e Sculli, domenica mancheranno Mesto, Gasbarroni e Palladino. In dubbio anche Juric, Olivera e Milito, le cui condizioni verranno valutate domani alla ripresa degli allenamenti a Pegli

Gasperini: "Match strano, buon pareggio"

Il Genoa va in svantaggio contro l'Atalanta e riesce a impattare solo a tre minuti dalla fine, al termine di un forcing esasperato che avrebbe potuto portare il grifone anche alla vittoria, ma per Gasperini il risultato "è comunque buono". Il tecnico rossoblù commenta così la partita di oggi. "E' stato un match strano. Siamo partiti bene ma dopo il loro gol abbiamo sofferto molto. L'Atalanta - aggiunge - è una buona squadra. Poi nel secondo tempo il gioco è stato condizionato dalle espulsioni. Avevamo l'impressione di poter ribaltare il risultato ma purtoppo l'1-1 è arrivato troppo tardi". Secondo Gasperini, inoltre, quella del Genoa è stata una partita condizionata anche dagli infortuni: "Abbiamo avuto una settimana difficile sotto questo profilo - spiega - e anche nel corso della gara abbiamo subito altri colpi. Milito? Chiaramente non era al top. Ha giocato al 50 per cento, risentendo nel riscaldamento di un problema che lo affligge da qualche settimana".
(AGI)

16° GENOA-Atalanta 1-1

venerdì 12 dicembre 2008

MILITO: GOL NEL DERBY EMOZIONE UNICA


Diego Milito, attaccante del Genoa, torna a rivivere le emozioni del gol segnato nel derby di domenica scorsa contro la Sampdoria. "Forse è stato il gol più importante della mia carriera, anche le quattro segnate al Real Madrid lo sono state, ma un derby è diverso, ho provato molta emozione".

E' felice il centravanti rossoblù che guida la classifica dei cannonnieri italiani con dodici reti: "E' stata una gioia indimenticabile perché sognavo da tre anni di giocare il derby e riuscire a vincerlo è stata una grandissima soddisfazione". Milito parla anche del futuro: "Nel calcio non si può mai dire quale sarà, ma io sto bene qui e in campo si vede dal rendimento. Sono contento e tranquillo: l'ambiente lo sento mio e la città mi vuole bene. Il primo grazie va al presidente e ai tifosi".

martedì 9 dicembre 2008

Quezzi '83

Questo è il gol regolare?

lunedì 8 dicembre 2008

TIFO E INFORMAZIONE - La bufala campana